Giustizia e libertà per Kassim !

 

 

A quando la liberazione di Kassim Britel?


Le autorità italiane tacciono ancora.

  

Abou Elkassim Britel libero e vivo/libre et vivant/free and alive

la petizione in linea a sostegno di Kassim e della sua liberazione,  rivolta al Governo italiano, alla Commissione europea, al Parlamento europeo: da leggere, sottoscrivere e diffondere, grazie !

 aggiornamenti sul nuovo blog : LIBERTÀ PER KASSIM

 

Prigione di Oukasha – reparto 6 – 46° giorno di sciopero della fame                15 maggio 2008

Marocco - Ristretti in 31 carceri, i detenuti islamici reclamano un deciso ed effettivo miglioramento delle loro condizioni, un trattamento dignitoso e rifiutano la promiscuità con i detenuti comuni.
Le famiglie si rivolgono insistentemente al Ministero della Giustizia, alla Direzione delle carceri, organizzano sit-in per sostenere l'agitazione e ricordare che la maggior parte di loro furono condannati a seguito degli iniqui processi del 2003.
La recente nomina reale del responsabile alla Direzione delle carceri e del suo staff ha dato il via ad una ricognizione generale con lo scopo di stabilire norme certe, mentre i detenuti, pur molto provati, proseguono nella loro azione sostenuti da diverse associazioni.

Anche Kassim è in sciopero della fame dal 31 marzo. Condivido con lui, come posso, la fatica e le sofferenze di questi giorni.
Ancora una volta sono fiera del coraggio e dell'equilibrio di mio marito che non si arrende, perché alla dignità non si rinuncia.

Da un articolo di Libération del 29 aprile a firma Narjis Rerhaye:

Il presidente dell'Osservatorio marocchino delle prigioni, OMP, Abderrahim Jamaï è un uomo in collera. E questa collera è percepibile nel lungo comunicato – appena reso pubblico – dell'ufficio esecutivo dell'Osservatorio. « La situazione delle prigioni è preoccupante, l'OMP non si accontenta di lanciare un grido d'allarme ma proposte concrete », questo il titolo del comunicato dell'OMP rivolto all'opinione pubblica.
« Tutti noi siamo responsabili dello scandalo delle prigioni, esclama A. Jamaï. … I primi responsabili sono ai nostri occhi quelle istituzioni incaricate dei diritti. Intendo i procuratori, i giudici istruttori così come i giudici che applicano le pene. Delle persone vengono detenute per qualunque motivo. Dei minori vengono gettati in prigione. È proprio la libertà della persona che è sacra, non la magistratura».
L'OMP chiede la convocazione di una conferenza nazionale sul carcere in Marocco:
  « È tempo che ci si metta tutti attorno ad un tavolo per studiare la situazione nelle prigioni del Marocco e le condizioni detentive. È il solo modo per cercare di comprendere le ragioni di quella che oggi è una vera e propria crisi nell'universo carcerario…»
e una commissione d'inchiesta che elabori un rapporto
esaustivo, senza pressioni né compiacenza.. « Al termine, ed in base al lavoro fatto sul campo, i membri di questa commistione nazionale d'inchiesta saranno invitati ad elaborare proposte politiche, giuridiche ed amministrative affinché il carcere ricopra il ruolo che gli è proprio. Proposte che garantiscano anche la tutela dei detenuti e la sicurezza negli istituti di pena. L'urgenza è alle nostre porte, cerchiamo tutti insieme di salvare le nostre prigioni, perché sono nostri cittadini che esse ospitano », conclude A. Jamaï.

L'articolo originale del quotidiano marocchino LIBERATION, 26.04.08 : L'Observatoire des prisons tire la sonnette d'alarme è disponibile su Justice pour Kassim.

 

HUMAN RIGHTS WACHT : GLI ULTIMI RAPPORTI                                               aprile 2008                                                           

HRW - double jeopardy

"L'amministrazione Bush sostiene di non aver trasferito persone in detenzione all'estero per essere interrogate illegalmente. Ma noi abbiamo documentato più di una dozzina di casi, in cui i prigionieri furono spediti in Giordania per esservi torturati." Joanne Mariner, direttore terrorismo ed antiterrorismo di Human Rights Watch.

Double Jeopardy : CIA renditions to Jordan, nel capitolo Legal International Standards tratta anche dell'azione intrapresa da ACLU in favore di diverse vittime delle extraordinary renditions, tra cui Abou Elkassim Britel.

in inglese alla url : http://hrw.org/reports/2008/jordan0408/ (disponibile anche in arabo).

HRW - World Report 2008 :    Dal Rapporto Mondiale 2008, riguardo al Marocco :

… Centinaia di persone sospettate di essere estremisti islamici e arrestate dopo gli attentati di Casablanca del maggio 2003 continuano a scontare pene detentive, nonostante una serie di misure di grazia reale che hanno permesso la liberazione di un centinaio fra di loro. Coloro che restano prigionieri hanno condotto uno sciopero della fame nel corso dell'anno 2007 per reclamare la libertà o una revisione della loro pena ed anche un miglioramento delle condizioni in carcere. Fra i più di cento prigionieri sotto il peso di una condanna a morte si contano almeno 20 persone sospettate di estremismo. Molti dei sospetti arrestati nel 2003 furono tenuti quell'anno in detenzione segreta per giorni o settimane, sottoposti a maltrattamenti e talvolta alla tortura durante il loro interrogatorio, e condannati nel quadro di processi iniqui. Da agosto 2006 la polizia ha arrestato almeno 500 persone sospettate di essere attivisti islamici. Secondo numerose testimonianze di detenuti e dei loro avvocati i servizi segreti persistono ad utilizzare un centro di detenzione non riconosciuto a Temara per interrogare persone sospettate di gravi delitti. Dei sospetti continuano a lamentare di essere stati torturati durante gli interrogatori, nonostante il numero delle denunce di tortura e di periodi in stato di fermo che hanno superato la durata prevista dalla legge, sia diminuito nel 2007, in rapporto al periodo che seguì immediatamente gli attentati di Casablanca del 2003. …
Il Marocco ha cercato di stabilire un rapporto privilegiato con l'Unione europea, che da parte sua spera ardentemente in una collaborazione nella lotta contro il terrorismo e l'immigrazione illegale, fra le altre cose. Nel suo "Documento strategico" sul Marocco per il periodo 2007- 2013,  la UE ritiene il processo di democratizzazione e dello Stato di diritto al Marocco « il più avanzato della zona ». Rare sono state le critiche pubbliche formulate dai responsabili europei a proposito delle pratiche del Marocco in materia dei diritti umani. In luglio la UE e il Marocco hanno firmato un accordo di 654 milioni di euro come aiuto finanziario europeo per il periodo 2007-2010. L'accordo designa « i diritti umani e la gouvernance » come uno dei settori prioritari.

Ancora una volta le Ong dei diritti umani riferiscono dell'iniquità dei processi del 2003, iniquità mai sanata e che ha colpito così duramente Abou Elkassim Britel.
Hrw citava il caso Britel nel
Rapporto Mondiale 2007 ed Amnesty International nel  Rapporto sull'Italia al Comitato ONU contro la Tortura, in aprile 2007.
Amnesty International nel
Rapporto annuale 2007 cita ugualmente i processi del 2003.

 

Nelle prigioni marocchine                                                                                   30 marzo 2008

Due articoli di Mohamed Zainabi pubblicati da Le Reporter esplicitano la costante preoccupazione per la vita di mio marito.
E mentre ricevo notizie sempre più preoccupanti da Oukasha, le autorità italiane persistono nell'assenza di iniziative concrete per la liberazione di Abou Elkassim Britel.
Che dire delle tante assicurazioni e parole di queste stesse autorità per convincerci che era necessario interrompere lo sciopero della fame in presenza di trattative aperte e a buon punto?

Prigioni : L'inferno con le sbarre
Un detenuto è morto ultimamente nella prigione di Oukasha, un altro si è suicidato…            leggi  tutto >>>

Fonte LE REPORTER – url : http://www.lereporter.ma/article.php3?id_article=5544

Allarme : i prigionieri si nascondono per morire
Tra il mese di gennaio e febbraio di quest'anno, l'Osservatorio marocchino delle prigioni ha recensito non meno di 13 morti nelle diverse prigioni del Marocco…       leggi tutto >>>  

Fonte LE REPORTER – url : http://www.lereporter.ma/article.php3?id_article=6011

 

Abou Elkassim Britel su Arcoiris Tv                                                               26 marzo 2008
 

Così racconto la storia di Kassim per Arcoiris Tv:

Angelo Boccato intervista Khadija

Il caso Britel - La Tana del Satyro intervista Anna Lucia Pighizzini

 

L'intervista è stata registrata in febbraio, non ci sono pertanto riferimenti a ciò che ho potuto vedere di persona durante il mio recente viaggio in Marocco.

Grazie alla redazione di Piacenza che, con grande pazienza, ha raccolto la storia nei giorni faticosi ed inquieti seguiti alla sospensione dello sciopero della fame di Kassim.

Ancora una volta chiediamo a chi ci legge di diffondere la vicenda di Abou Elkassim Britel, grazie.

Su Arcoiris Tv si può chiedere di vedere il filmato sul satellite, segnalarlo ad amico, commentarlo, e farlo vedere sul proprio sito.

 

DICHIARAZIONI E GRAZIE REALI                                                                      24 marzo 2008

Da La Gazette du Maroc, 7 marzo 2008,
alcune righe di un articolo sul messaggio che Mohammed VI ha indirizzato lo scorso 4 marzo alle forze dell'ordine. Lo faccio perché ci riguardano da vicino …                           leggi tutto >>>

 

SEI ANNI FA…                                                                                                      10 marzo 2008

il 10 marzo 2002 Abou Elkassim Britel veniva fermato ad un posto di blocco a Lahore ed illegalmente detenuto in segreto: iniziava un viaggio, tuttora in corso, nell'assenza di diritto, nella brutalità, nell'ingiustizia …

Un viaggio che Kassim ed io paghiamo con la privazione della nostra vita.

Oggi 10 marzo 2008, Kassim è alla metà esatta dei nove anni di carcere che gli sono stati comminati in un momento molto grave della storia del Marocco, un momento di dolore che ha visto prevalere paura, repressione ed irrazionalità.

Appena rientrata dal mio ultimo viaggio in Marocco, provo una pena indicibile per le sofferenze di mio marito e temo lo stato in cui si trova: stenta a riprendersi dopo il lunghissimo sciopero della fame e non vede la fine del tunnel.

Dopo anni di lotta per la verità, la giustizia e la vita sono aggredita da un senso d'impotenza mai provato e che devo superare per continuare fino alla liberazione di Kassim.

Da lui e da me un grazie sentito a chi continua a sostenerci: le vostre azioni e le vostre parole ci sono di aiuto in questo periodo così critico, grazie! C'è più di qualcuno che vorrei nominare, ma temo di dimenticarne altri…                      khadija

 

Un video per raccontare di Kassim e delle rendition                                       13 febbraio 2008

"CONSEGNATO" il video di Andrea Minoglio che racconta il lavoro di Giovanni Bianchini e la vicenda di Kassim è in rete.

12 minuti sapienti e consapevoli che rendono meglio di tante parole il furto della vita e della dignità che da quasi sei anni un uomo subisce. Dal 10 marzo 2002 a …. ?

Al link: http://www.minoglio.it/?cat=45 per Kassim e per tutte le vittime di quest'ingiustizia!

Grazie Andrea! Grazie Giovanni! 

per commenti ed impressioni vai al post su "Libertà per Kassim"

 

POSTA RICEVUTA: Giulietto Chiesa scrive al Ministro D'Alema                       1 febbraio 2008

Illustre Ministro degli Esteri,

Le scrissi, lo scorso anno, per perorare la causa di Kassim Britel, cittadino italiano incarcerato nelle prigioni del Marocco e processato, sotto accuse di terrorismo mai provate,  con un procedimento della cui correttezza  vi sono mille ragioni per dubitare. In Italia Britel è stato processato e prosciolto, ed è dunque incensurato.

Da diversi anni Britel si trova in condizioni disumane, la sua salute si è aggravata. Non vi sono vie d'uscita "normali" senza un intervento politico dall'esterno.

Lei mi rispose, allora, che quanto era possibile fare era stato fatto dalla nostra rappresentanza diplomatica a Rabat. Tuttavia a me pare che il peso dell'Italia possa essere usato per indurre il governo del Marocco a cercare una soluzione.

Alla luce delle risultanze della Commissione Temporanea del Parlamento Europeo che indagò sui voli segreti della CIA in Europa, che evidenziarono gravi violazioni dei diritti umani in tutta la filiera di una caccia al terrorista condotta senza rispettare nessuna norma civile, emerse che, in molti casi, le accuse ai prigionieri - predisposte su indicazione dei servizi segreti statunitensi -  si rivelarono infondate.

La condotta processuale contro Britel ha dimostrato che le accuse erano state prefabbricate dall'esterno. Non dovrebbe essere difficile fare presente queste circostanze se non ai giudici del Marocco, almeno al Ministro degli Esteri di quel paese. 

La prego dunque vivamente, in nome dell'umanità e della giustizia, oltre che della dignità del nostro paese, di intervenire energicamente perchè Britel possa ritornare alla sua famiglia e in Italia, libero. 

Distinti saluti                                 Giulietto Chiesa

url:
http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=941

 

Da non perdere a Milano la mostra di Giovanni Bianchini, che presenta tra l'altro la sua installazione sulle extraordinary rendition, completata da un video di Andrea Minoglio.

È un'opera strettamente connessa con la vicenda di Kassim,      leggi tutto >>>

Giovedì 31 gennaio dalle ore 21:00- SHAKE - Milano Viale Bligny, 42

Inaugurazione e presentazione della mostra

Respinto al mittente
Mail-art a impatto sociale
intervengono Giovanni Bianchini e Andrea Minoglio

… Per delineare meglio il valore sociale degli interventi di Bianchini, sarà in mostra Extraordinary rendition, … 

… L’installazione comprende il video di Andrea Minoglio, liberamente ispirato alla vicenda di Abou Elkassim Britel, che racconta alcune fasi di un'ipotetica extraordinary rendition.                    leggi tutto >>>

                                                                                                                         27 gennaio 2008

Giorni di silenzio, è difficile raccontare ciò che non sai e non vedi.

Kassim, innanzitutto, la visita dei parlamentari l'ha molto emozionato. Ora cerca di ristabilirsi in salute, si nutre ancora con molta difficoltà, si sforza di camminare un po’ tutti i giorni, ha abbandonato il bastone con il quale si aiutava, non dorme ancore bene e coltiva la speranza di tornare presto a casa.

Ad Oukasha ci sono state delle morti improvvise e sospette, che hanno molto colpito mio marito, ne parla spesso durante le telefonate. Una visita all'infermeria del carcere l'ha sconvolto: è entrato in  contatto con detenuti comuni in condizioni di estremo degrado personale e in un ambiente pieno di fumo.

Sui giornali marocchini diversi articoli sul caso Britel e sulla visita dei parlamentari italiani, pubblichiamo sulla pagina in francese l'articolo de L'ECONOMISTE del 15 gennaio.

Un resoconto sul viaggio in Marocco in Per Kassim resta una speranza di Enea Guarinoni pubblicato da Carta settimanale n.1/2008.

Massimo D'Alema si è recato in Marocco la scorsa settimana, non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale in merito, ma pare che abbia consegnato una lettera in favore di Kassim al suo omologo marocchino.

Aspettiamo e non rinunciamo a sperare.

Altre adesioni alla petizione sarebbero utili. Grazie a coloro che hanno fin qui aderito e che ci sostengono con le loro mail e a coloro che continuano a diffondere l'informazione su questa vicenda che la maggior parte dei media continua volutamente ad ignorare.  

 

VOLI CIA, LOCATELLI (RC-SE) DE ZULUETA (VERDI) : GRAVI LE CONDIZIONI DI BRITEL. IL GOVERNO INTERVENGA PER SUA LIBERAZIONE


I deputati hanno incontrato oggi Elkassim Britel nel carcere di Casablanca
                                                 Roma, 10 gennaio 2008


Ezio Locatelli (Rifondazione Comunista) e Tana de Zulueta (Verdi) si sono recati oggi presso il carcere marocchino di Oukasha per verificare le condizioni di Abu Elkassim Britel il cittadino italiano rapito dalla Cia con uno dei famigerati voli segreti operati in Europa.

Le condizioni di Elkassim – spiega Locatelli - sono gravi dopo 53  giorni di sciopero della fame e dopo le torture e le privazioni subite nel corso della sua lunga detenzione. Elkassim è però molto determinato per la sua liberazione.

Chiediamo che la sua condizione detentiva venga migliorata e allo stesso tempo chiediamo un impegno deciso da parte del Governo italiano per la sua liberazione. La visita in Marocco del Ministro degli esteri Massimo d’Alema il prossimo 21 gennaio - conclude Locatelli - è la giusta occasione  per riproporre alle autorità marocchine la questione.

in inglese, l'intervista a Khadija di Cageprisoners     9 gennaio 2008

 

Le notizie precedenti sullo sciopero alla pagina Abou Elkassim Britel: uno sciopero della fame lungo 53 giorni      

COME POTETE AIUTARCI :

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promuove

un'azione per la liberazione di Abou Elkassim Britel :

1. lettere o messaggi che esprimano la preoccupazione per le sue condizioni e la richiesta della sua liberazione vanno inviate a:

-  Ambasciata d'Italia, 2 Zankat Idriss Al Ahzar, Rabat, Marocco;

-  On. Massimo D'Alema, Ministro degli Affari Esteri, Piazzale della Farnesina 1 - 00194 Roma, Italia; 

-  On. Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, Largo Luigi Daga 2, I - 00164 ROMA, Italia;

-  Sua Altezza Reale Mohammed VI, re del Marocco, Palazzo Reale, Rabat, Marocco;

2. una mail di conferma e sostegno direttamente a FAIR TRIALS INTERNATIONAL, associazione di avvocati inglesi che si occupa di cittadini europei, coinvolti in procedimenti penali all'estero, i cui diritti sono stati violati o rischiano di esserlo.
Url  per la mail:
http://www.fairtrials.net/index.php/contact_us/


Kassim e Khadija ringraziano tutti coloro che li stanno sostenendo, ogni mail, ogni messaggio è per noi aiuto e prezioso incoraggiamento, grazie!

                             dicembre 2007


SCRIVETE A :

- Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano : https://servizi.quirinale.it/webmail/

- Presidente del Consiglio Romano Prodi : http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_presidente.asp

- Governo italiano : http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_presidente.asp

- Khadija, mail : info@giustiziaperkassim.net

 

"Il Sole-24 Ore" - 20 dicembre - di Claudio Gatti: « La Farnesina e la sorte dell’ italiano Elkassim ». Grazie!

“Il Manifesto” - pag. 3 - del 16 dicembre 2007  sul caso Britel -  articolo di Stefano Liberti ed intervista a Claudio Fava di Alberto D'Argenzio. Grazie!

 

Dal carcere di Äin Bourja Kassim parla della sua vicenda e dello sciopero della fame.

 

Ed ancora la voce di Kassim in Guantanamo Express, uno speciale di Radio Popolare, realizzato dopo l’incontro in carcere, da Enea Guarinoni con la collaborazione di Omar Caniello.

   

JUSTICE FOR KASSIM     العدالة لأبوا لقاسم   

  

 

حرروا أبو القاسم    Free Kassim   Libertad para Kassim   Liberté pour Kassim   Freiheit für Kassim   Λευτεριά στον Κασίμ   Liberdade para Kassim   Libertate pentru Kassim!

 

Kassim libero !

Nel maggio del 2002, il cittadino italiano Abou Elkassim Britel, ammanettato, incappucciato, denudato, vestito di un pannolino, incatenato fu trasferito dalla CIA dal Pakistan in Marocco dove fu torturato da agenti dell'intelligence marocchina e dove ora è in carcere.

Nel maggio 2003, liberato senza accuse, dopo una lunga e dura detenzione in segreto, al momento di rientrare in Italia, fu di nuovo rapito e fatto sparire, complici i servizi italiani. Subì altri 4 mesi di detenzione segreta e nuove torture, poi fu processato senza alcuna garanzia. Prima condannato a quindici anni di carcere, la sua pena venne ridotta a 9 anni.
Oggi è rinchiuso nel carcere di Äin Bourja a Casablanca, dal quale dovrebbe uscire nel 2012.

Kassim è innocente delle accuse di terrorismo come risulta dall'archiviazione dell'indagine italiana. Il Parlamento europeo ha sollecitato il governo italiano a prendere misure concrete per ottenerne l'immediato rilascio. Lo stato italiano tace e l'ingiustizia nei confronti di Abou Elkassim Britel continua.

Un movimento in favore della scarcerazione di Elkassim – per la quale si chiede al governo italiano di impegnarsi in modo chiaro e forte – si sta sviluppando in Italia e nel mondo.
Raggiungeteci !

Per sapere cosa potete fare, contattateci a questo indirizzo :
info@giustiziaperkassim.net
Per saperne di più : http:// http://www.giustiziaperkassim.net//

 

Grazie a Fausto Giudice e ai traduttori di TLAXCALA per la loro solidarietà ed il prezioso lavoro!                                                                                                                 11 agosto 2007                                                             

 

 

GIUSTIZIA PER KASSIM, PERCHÉ?                     15 maggio 2007

Vi presento mio marito. Sì, quello che vedete nella fotografia, si chiama 

 

ABOU ELKASSIM BRITEL, detto KASSIM.

È un cittadino italiano, ma prima di tutto un essere umano, che ha subito di tutto dal marzo 2002:

arresti illegali, detenzioni in segreto, extraordinary renditions, torture fisiche e psicologiche, interrogatori violenti, processo iniquo e viziato, carcere duro, anni di indagine conclusa con l'archiviazione, …

speranze, aspettative, delusioni,

 

INNOCENTE ma sempre detenuto

e lo resterà sino a settembre 2012 se…

non otterrà la giustizia che gli spetta

e che gli viene negata

 

La nostra storia vi sembra incredibile? Vi interessa? Volete sapere ciò che accade e che non viene raccontato?

Visitate questo sito: perché l' ingiustizia cessi, perché possiamo tornare ad una vita degna di tale nome è nostro diritto irrinunciabile!

A chi crede che i diritti umani siano da rispettare sempre e comunque e, perciò vorrà sostenerci, il nostro grazie.   
                                                                                 
Khadija